SPIKE LEE

1989 - Fa' la cosa giusta
1992 - Malcolm X
1995 - Clockers
1996 - Bus in viaggio
1998 - He got game
2002 - La venticinquesima ora (1° Tempo)
2002 - La venticinquesima ora (2° Tempo)
2004 - Lei mi odia
2005 - Inside man
2008 - Miracolo a Sant'Anna (1° Tempo)
2008 - Miracolo a Sant'Anna (2° Tempo)


Uno dei più alti esponenti del cinema afroamericano e uno dei più lucidi registi contemporanei, Spike Lee è un autore senza tempo. Provocatorio, onirico e coloratissimo, il suo cinema si riconosce per la complessità con la quale affronta il tema dell'integrazione razziale, e per un gusto estetico originale, pop e rock allo stesso tempo. Le immagini si assemblano all'improvvisazione della black music, inventando un cinema nuovo che sembra essere la risposta visiva al jazz musicale.

Primi passi al cinema
Nasce ad Atlanta alla fine degli anni Cinquanta ma cresce a Brooklyn; figlio del jazzista Bill Lee, che diventerà il musicista ufficiale di molti suoi film, e dell'insegnante Jacquelyn, Spike Lee ha tre fratelli, tutti registi e attori cinematografici. Si diploma in Comunicazioni di massa al Morehouse College di Atlanta, una scuola per soli ragazzi frequentata esclusivamente da afroamericani, poi si iscrive alla New York University Film School, dove conosce il regista Martin Scorsese; nel frattempo realizza alcuni cortometraggi (The Answer e Sarah) prima di dedicarsi alla tesi, Joe's Bed-Stay Barbershop: We Cut Heads (1983), un film originale che ottiene numerosi riconoscimenti. Nel 1986 è l'ora di Lola Darling, che Spike dirige e interpreta, la storia di una ragazza nera, bella e disinibita che mette in crisi la vita di tre amanti. Da subito il regista dimostra di avere un approccio surreale alla realtà delle cose, soprattutto nell'uso del cromatismo (Lola Darling è girato in b/n tranne un'unica scena a colori) e al gusto provocatorio nel raccontare le comunità afroamericane dalle quali proviene. La fortuna dei suoi primi lavori gli permette di fondare una propria casa di produzione indipendente, la Forty Acres and a Mule Filmworks.

L'importanza della comunità afroamericana
Con il successivo Aule turbolente (1988) si immerge nel clima scolastico di una scuola per neri, traendo spunto da Animal House di John Landis, e condendo la narrazione di ironia ed eccentricità ai limiti della follia. L'anno successivo segna un altro piccolo passo verso la consacrazione ad autore cinematografico: con Fa' la cosa giusta realizza un'opera matura, ricca di colori e di interesse sincero e pulito per le comunità afroamericane. Per questo film si fa notare anche agli Oscar (ottiene la nomination per il miglior film dell'anno) prima di imbarcarsi nel progetto successivo, meno impegnato (qui non ci sono riferimenti al tema razziale), di Mo' Better Blues (1990). La pellicola è un film sulla forza erotica del jazz, ricco di interpretazioni memorabili con attori feticcio (John Turturro, Denzel Washington e Samuel L. Jackson) e ambientazioni cariche di vita, fatte dei tipici locali notturni dove la musica è padrona di casa. È anche un omaggio al padre, musicista jazz, che lo ha accompagnato fin dagli esordi nella sua carriera cinematografica.

Malcolm X con l'amico Denzel Washington
Nel 1991 ritorna ai temi cari dell'integrazione razziale e alla denuncia contro la droga con Jungle Fever (premio a Cannes per il protagonista Samuel L. Jackson), stilemi della sua carriera che riprenderà in mano con Malcolm X (1992), la sua opera più complessa, che guarda alla vita del famoso afroamericano per costruire un manifesto dei diritti per i neri americani. Il tutto sullo sfondo di un clima pittoresco e mitizzato che però non manca di esprimere il dolore e la sofferenza dell'emarginazione razziale in modo puntuale e onesto. Nel 1994 è la volta di Crooklyn, il film più autobiografico e quindi intimista del regista (scritto con i fratelli), che racconta gli stenti e le gioie di una famiglia afroamericana nella Brooklyn degli anni Settanta. Distribuito solo in cassetta, in Italia passa un po' inosservato.

Ancora le rivolte dei ghetti neri
La location è sempre quella dei ghetti neri di Brooklyn anche in Clockers (1995), dove si intrecciano le vite di un nero innocente, un saggio poliziotto e un ragazzino alle prese con i problemi della tossicodipendenza. Monta poi su una corriera in viaggio verso Washington, la città della "Million Man March", con Bus – In viaggio (1996), per poi fermarsi un attimo con Girl 6 – Sesso in linea (1996) dove ingaggia la divertente Theresa Rande per un film delirante che riflette sulla varietà del sesso telefonico e delle conseguenze positive che può nascondere. Nel successivo He Got Game (1998) richiama l'amico Denzel Washington e lo veste da carcerato, uxoricida per caso, uno dei tanti emarginati della sua galleria di personaggi che questa volta deve convincere il figlio prodigio del basket a tentare la carriera nello sport.

Riflessioni sulla forza della risata
Con SOS Summer of Sam – Panico a New York (1999) delude le aspettative dei suoi fans con un film monocorde che non riesce a spiccare il volo. A rendere ancora più amaro il boccone, ci sono anche le polemiche della comunità italoamericana che non ha accettato la rappresentazione negativa che ne ha fatto il regista. La rivincita arriva con Bamboozled (2000), dove Spike riprende in mano la sua furia cinica per ritornare ai temi cari dell'integrazione razziale, con il racconto di uno sceneggiatore nero che mette in piedi uno show dedicato agli stereotipi sul razzismo, e inaspettatamente ottiene un successo straordinario.

La 25ª ora, il capolavoro
Se fino a questo momento il suo nome era legato indissolubilmente ai problemi della comunità nera americana, nel 2002 decide di uscire dal suo ghetto per affrontare la storia di Monty, un pusher che ha solo 24 ore per mettere a posto la sua vita, prima di finire in carcere per sette anni. Il film ha il bel titolo La 25ª ora ed è il capolavoro. Non a caso Spike lascerà passare un po' di tempo prima di tornare sugli schermi; dopo il successo di pubblico e critica de La 25ª ora, è dura rimettersi in gioco. Lo farà con un film sconnesso, Lei mi odia (2004), una macchia nella sua carriera. Riconquisterà il suo pubblico e non solo con il thriller Inside Man (2006), con Clive Owen, Jodie Foster e il ritrovato Denzel Washington.

Cortometraggi, documentari e la nuova via cinematografica
Dopo la collaborazione ai film collettivi Ten Minutes Older – The Trumpet (2002) e All The Invisible Children (2005), e alla realizzazione del documentario sui danni dell'uragano Katrina su New Orleans When The Leeves Broke: A Requiem in Four Acts (2006), ritorna al lungometraggio di fiction con Miracolo a Sant'Anna (2008). Girato in Italia con attori nostrani (Pierfrancesco Favino e Valentina Cervi tra i più famosi), la pellicola sembra essere la risposta a Clint Eastwood con il quale ha polemizzato per il film Flags of Our Fathers che, secondo Spike, non dà onore allo sforzo degli afroamericani durante la seconda guerra mondiale. Equilibra le parti e abbandona le polemiche per girare alcuni episodi della serie tv Shark – Giustizia a tutti i costi.