MARTIN SCORSESE

1973 - Mean Streets
1976 - Taxi Driver
1977 - New York, New York
1980 - Toro scatenato
1982 - Re per una notte
1985 - Fuori orario
1986 - Il colore dei soldi
1988 - L'ultima tentazione di Cristo
1990 - Quei bravi ragazzi
1991 - Cape Fear - Il promontorio della paura
1995 - Casinò
2000 - Al di là della vita
2002 - Gangs of New York
2004 - The Aviator
2006 - The Departed



Golden Globe, Oscar, Cannes, Venezia, Berlino, Roma, César, David. Non c'è premio che non gli sia stato dato o città del cinema che non gli abbia reso omaggio. Considerato un autore sacro e appassionato, ma anche passionario, Scorsese si distinse originariamente per la bizzarria con la quale colpiva lo stomaco dello spettatore, costruendo una filmografia da adorare, ma non nel senso chic del termine, in quello religioso. Un cinema delle solitudini laceranti, un cinema sulle ossessioni, un pisciare sopra l'american dream che forse non è mai cominciato, né mai esistito. La perdita dell'innocenza e la seduzione del potere. Tutto questo è Martin Scorsese. Indagatore più profondo di pulsioni autodistruttive, occhio e orecchio di delinquenti incalliti, spacconi che finiranno in un'odissea di sangue, ma anche delle tribalità machiavelliche e mefistofeliche della classe benpensante. In questi anni si è mantenuto ortodosso, eppure straordinario. Il più grande regista contemporaneo, prediletto dalla critica e dal pubblico.
Nato a Flushing (Long Island), da genitori entrambi operai ed entrambi figli di immigrati siciliani arrivati negli Usa nel 1910, viene istruito secondo i sani principi della morale cattolica. Chierichetto della Old St. Patrick's Cathedral, cresciuto nella Little Italy di New York, passa il suo tempo libero o scorrazzando con gli amici per il quartiere, oppure dentro i cinema, dove si recava per due volte a settimana con il padre. A 14 anni, sente la vocazione ed entra in seminario, ma cambia immediatamente idea dopo sei mesi. Non era esattamente quello che cercava e così viene espulso, colpevole di avere preso un'infatuazione per una ragazza. Continua la sua istruzione scolastica iscrivendosi prima alla Cardinal Hayes High School di New York e poi alla New York University, che lo formerà cinematograficamente.
Il suo primo lavoro, il cortometraggio Vesuvius VI (1959) lo firma quando è ancora un liceale, a quello poi seguiranno Che sta facendo una ragazza carina come te in un posto come questo? (1963), Non sei proprio tu, Murray (1964), ma soprattutto lo sconvolgente The Big Shave, (La grande rasatura, 1967), nel quale un ragazzo si fa la barba insanguinandosi di tagli, fino a recidersi la gola. Sentimentalmente si lega, sposandola, a Laraine Brennan che gli darà una figlia, la scenografa Cathy Scorsese. Il matrimonio con la Brennan però durerà pochissimo e fra il 1971 e il 75 si fidanzerà con la produttrice Sandy Weintraub.
In quegli anni, finanziato personalmente dal re della Hammer, il regista e produttore Roger Corman, si lancia nel genere documentaristico, prima come assistente regista per Michael Wadleigh, che dirige Woodstock (1970) - grazie al quale Scorsese può conoscere esponenti del mondo musicale di allora come Jimi Hendrix, i Rolling Stones, Bob Dylan, Elvis Presley e David Bowie – poi successivamente come regista lui stesso di documentari intitolati: Scene di strada (1970), Italoamericani (1974), Ragazzo americano (1978) e L'ultimo valzer (1978). Il debutto nel lungometraggio a soggetto avviene invece con il crudo e realistico dramma, basato su esperienze autobiografiche, Chi sta bussando alla mia porta? (1969), con il primo dei suoi attori feticcio: Harvey Keitel. Pur di far distribuire il film, accettò dal distributore americano Joseph Brenner, che ne aveva fatto esplicita richiesta, di girare appositamente una scena erotica da integrare al film. Nasce con questo piccolo passo la stella di Scorsese, che si distinguerà nel genere action-movie con pellicole come America 1929 –Sterminateli senza pietà (1972) e Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all'Inferno (1973).
Avidissimo mangiatore di film e influenzato dalla Nouvelle Vague francese dirige Ellen Burstyn in Alice non abita più qui (1975) che avrà così successo da avere persino una serie tv pluripremiata agli Emmy. L'anno del capolavoro è invece nel 1976 con il drammatico Taxi Driver. Fu Brian De Palma, amico di Scorsese e di De Niro, a presentare Paul Schrader al regista e a fargli leggere il copione che questi aveva scritto in soli dieci giorni (e che parlava fra l'altro della sua esperienza personale di uomo alla deriva fra matrimoni falliti, alcol, insonnia). La produzione si convinse ad accettare Scorsese come regista solo dopo il successo di Mean Streets e quando la pellicola – che parlava di un veterano del Vietnam completamente disadattato – vinse la Palma d'Oro a Cannes, entrò di diritto nella storia del cinema come un inossidabile monumento.
Scorsese si improvvisa persino attore recitando nel film di Paul Bartel Cannonball (1976) che aveva fra i suoi protagonisti anche i registi Joe Dante e Roger Corman, nonché Robert e David Carradine.
Si risposa per la seconda volta: la fortunata è la sceneggiatrice della serie Miami Vice Julia Cameron che, dopo aver dato alla luce la seconda figlia di Scorsese (l'attrice Domenica Cameron-Scorsese), lascerà per stare con Liza Minnelli che dirigerà in New York New York (che sarà un profondo insuccesso). Toro scatenato (1980) è il suo secondo capolavoro. All'epoca di Alice non abita più qui, Robert De Niro lo invitò a leggere l'autobiografia del pugile italo americano Jake La Motta; Scorsese ci lavora per cinque anni, assieme all'ormai più che fidato Schrader e a Mardik Martin, nonché a De Niro, con il quale passa ben 10 giorni segregato a St. Marteen, un'isola dei Carabi, e da questa collaborazione, nasce uno de più bei film del mondo. Non è un film sul pugilato, ma sullo sfruttamento, sulla caduta e sulla redenzione. Meritatamente, Scorsese si guadagna così la nomination all'Oscar come miglior regista.
Finita la relazione con la Minnelli, si consola fra le braccia di una nuova moglie, Isabella Rossellini, con la quale reciterà nella pellicola di Renzo Arbore Il pap'occhio (1980), accanto a Mariangela Melato, Diego Abatantuono e Roberto Benigni. Poi dirigerà il suo De Niro in Re per una notte (1983), vincendo però la Palma d'Oro come migliore regista per Fuori orario (1985). Dopo essere apparso in 'Round Midnight – A mezzanotte circa (1986) di Bertrand Tavernier, Scorsese miscela il vecchio cinema alla Micheal Powell, impersonato da Paul Newman, con il nuovo cinema che sta nascendo, un quasi perfetto Tom Cruise, ne Il colore dei soldi (1986), sposandone la produttrice (dopo la rottura con la Rossellini) Barbara De Fina.
Abile a dirigere a più mani, nel 1986 firma con Donald Petrie e Paul Michael Glaser il fantastico Storie incredibili 6, esperienza che replicherà con Woody Allen e Francis Ford Coppola in New York Stories (1989). Notevole anche nella direzione di videoclip (è lui che sta dietro "Bad" di Michael Jackson), sconvolgerà l'opinione pubblica con la trasposizione di un romanzo di Nikos Kazantzakis L'ultima tentazione di Cristo (1988) con Willem Dafoe e Barbara Hershey. Il cattolicissimo Scorsese propone infatti una sua personale interpretazione della passione di Cristo, dove l'ultima tentazione di Satana a Gesù è appunto quello di una relazione domestico-sessuale con la Maddalena. Il film si scontrò con il profondo dissenso della Chiesa: più di 1.200 stazioni radio di matrice cattolica in California denunciarono il film, e il movimento del "Campus Crusade for Christ" si propose perfino di rimborsare la Universal delle spese sostenute per la produzione in cambio di tutte le copie già stampate che avrebbero provveduto a distruggere. La Universal rispose che la Chiesa e tutti quei movimenti integralisti stavano violando il primo emendamento della Costituzione americana, proteggendo a spada tratta Scorsese ed esultando quando questi venne nominato all'Oscar come miglior regista.
Negli anni Novanta, dopo essere apparso in piccoli ruoli nelle pellicole di Akira Kurosawa (Sogni, 1990, dove interpreta Van Gogh) e di Stephen Frears (Rischiose abitudini, 1990), firma un altro capolavoro: Quei bravi ragazzi. La storia di un ragazzo italo-irlandese che vorrebbe diventare un gangster. Ray Liotta, Robert De Niro e Joe Pesci rappresentano e mettono in luce ottimamente i riti e i rapporti fra Famiglia e famiglia, riuscendo a far stringere nella mani di Scorsese il Leone d'Oro per la regia, nonché la nomination dell'Academy nella stessa categoria e in quella della sceneggiatura. Dopo aver diretto il remake del film omonimo di Jack Lee Thompson, Capefear – Il promontorio della paura (1991), allacciando fra l'altro una relazione con la giovanissima attrice Illeana Douglas, si spinge in un omaggio a Luchino Visconti ne L'età dell'innocenza (1993), storia e critica dei freddi e crudeli rituali della buona società newyorkese dell'Ottocento, grazie al quale fa incetta di premi come i BAFTA (per miglior regia, film e sceneggiatura) e l'ormai immancabile candidatura agli Oscar. In seguito, recita in Quiz Show (1994) di Robert Redford e dirige Casinò (1995), andando incontro al Leone d'Oro alla carriera consegnatogli dall'Italia nel 1995, in celebrazione dei 100 anni del cinema.
Senza tralasciare il genere documentaristico, che non ha mai messo da parte, Scorsese firma Un secolo di cinema – Un viaggio nel cinema americano di Martin Scorsese (1995), ma anche The Concert for New York (2001), la serie tv documentaristica The Blues, Lady by the Sea: The Statue of Liberty (2004) e No Direction Home: Bob Dylan (2005). Passa alla vita del 14° Dalai Lama in Kundun (1997), diventa presidente della Giuria del Festival di Cannes nel 1998, protegge, aiuta e ammira registi esordienti come Wes Anderson, si sposa ancora una volta (con Helen Morris, dalla quale avrà Francesca, altra figlia), viene insignito del César onorario e del David Speciale, firma il flop Al di là della vita (2000) e i documentari Il mio viaggio in Italia (2000) e Dal Mali al Mississipi (2002), e poi trova in Leonardo DiCaprio la sua nuova stella nascente.
Gangs of New York (2002), The Aviator (2004) e The Departed – Il bene e il male (2006) sono i film in cui lo dirige accaparrandosi un'infinità di nomination all'Oscar come Miglior regista, vincendo Golden Globe, ma ottenendo la tanta sospirata statuetta dell'Academy nella categoria "director" solo nel 2006, con l'ultimo di questi tre magnifici film.
Origini cattoliche, sensi di colpa, un sempre presente sentimento di redenzione che illuminano, sposati a un virtuosismo tecnico, il cinema di quello che è forse il più grande cineasta vivente del mondo. La sua filmografia altro non fa che interrogarsi sulla possibilità di condurre un'esistenza cristiana in un mondo sostanzialmente dominato dal male. Godard, Powell, Pressburger, Visconti, Rossellini, Ford, Sirk sono i nomi che lo hanno influenzato maggiormente nella sua ricerca espressiva, attraverso la possibilità di narrare con particolari modi di vista le storie di uomini underground, interpretati da prodigiosi attori, in continuo equilibrio fra pazzia, ossessioni, eroismi e disperazioni.